Ciao Enrico

Questa pagina contiene i saluti che gli amici hanno rivolto ad Enrico prima, durante la sua commemorazione funebre del 22 settembre 2019 o hanno fatto avere in seguito a igino.manfre@gmail.com.







Paolo Parlagreco
parlapao1@gmail.com


(5 settembre 2019)

Volevo informarvi che ieri mattina il nostro amico Enrico Castagneri ci ha lasciato.
A meta' mese era andato per un breve periodo di vacanza a Tolmezzo e dopo 10 giorni trascorsi serenamente con Anna e dei loro cari amici, purtroppo ha avuto un serio infarto, seguito da una serie di complicazioni dalle quali non è riuscito più a riprendersi.
Voglio ricordare con affetto Enrico e il grande esempio di vita e di amicizia che ci ha dato e che ci lascia: oltre al grande affetto per Anna e per la sua famiglia e alla passione per il volo ha sempre avuto un’attenzione e una cura particolare per il CSP, da lui fondato insieme a pochi altri 37 anni fa, di cui e’ stato il primo presidente e che, con Anna, ha sempre curato e sostenuto con impegno e con assiduità, per promuovere cultura e associazionismo nel ns quartiere e per renderlo più vivibile e accogliente.
Anna tornerà a Roma nei prossimi giorni.
Concorderò con lei quando fare un incontro che organizzeremo al CSP per ricordarlo.



Giuseppe Reggio
g.reggio@redjoss.it


(5 settembre 2019)

Siamo folgorati, non possiamo pensare che Enrico abbia ceduto le armi.
E’ la persona più combattiva e determinata che abbiamo mai conosciuto e lo immaginiamo sempre attivo, pieno di idee e di cose da fare, insomma sempre vivo.
Speriamo che non abbia sofferto e che ora stia volando alla guida del suo triplano dipinto di rosso, nella luce limpida del tramonto come si addice ad un grande aviatore.
Vorremmo abbracciare Anna per testimoniarle l’affetto profondo che proviamo per lei.
Un saluto a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di essere suoi amici.

Peppe e Alda



video preparato da Salvatore Fabozzi




Igino Manfre'
igino.manfre@gmail.com


articolo sul mio blog (18 settembre 2018)





Giuseppe Reggio
per il direttivo
del Centro Sociale Polivalente
g.reggio@redjoss.it








Enrico Castagneri, il Barone di Munchausen e il muro del suono. (22 settembre 2019)

Il 4 settembre del 2019 Enrico Castagneri ci ha lasciati, annientato dai postumi di un infarto, proprio sulla soglia dei 90 anni che non è arrivato a festeggiare.
Cosa c’entrano, direte voi, il Barone di Munchausen e poi il volo ultrasonico.
Enrico, che oggi ricordiamo come un carissimo amico, era un pilota. Ha sempre volato sia con l’aeronautica militare che con quella civile, e tutta la sua vita si è svolta in una dimensione che pochi possono comprendere, sospesa tra terra e cielo con la voglia costante di superare la costrizione della forza di gravità. Anche il suo corpo, nel tempo, ha combattuto una lotta strenua fatta di operazioni, protesi e bastoni da passeggio per non rinunciare a stare in piedi con la dignità che riteneva indispensabile per vivere. Allo stesso modo Enrico ha sempre lottato contro le ingiustizie, indignato per la violenza e la sopraffazione che vedeva nel mondo e di questo ha fatto una missione concentrando i suoi sforzi nelle attività sociali del CSP, qui a Casalpalocco, per mettere a disposizione di tutti i cittadini quegli strumenti culturali, di esperienza ed umani che considerava le uniche armi utili a superare il peso della forza di gravità che gli umani esercitano sugli altri umani.
Proprio per questo, insieme alla sua adorata Anna, ha contribuito a fondare e poi condurre per lunghi anni - tra quotidiane fatiche ed eventi eccezionali come incendi e ricostruzioni - il Centro Sociale stesso e la biblioteca del quartiere, dotata di migliaia di volumi e film, a disposizione di tutti gli abitanti di Palocco per i quali è stata una preziosa miniera di letture e un amichevole luogo d’incontro.
Siamo in molti a ricordare i piacevoli inviti a cena per serate all’insegna dell’ottimo cibo (merito della straordinaria cucina di Anna) e di qualche scelta bottiglia di vino (selezionata dallo stesso Enrico tra quelli del suo Piemonte mai dimenticato). Ma quello che rendeva memorabili quelle cene erano i suoi aneddoti, ai quali si abbandonava con piacere, le sue invettive contro i mali del mondo e l’ironia con cui raccontava se stesso e la sua vita per condividerla con gli amici.

Nel febbraio del 2016 tenne proprio al CSP una delle sue memorabili conferenze: La storia del volo umano dal mito alla luna (ed oltre). Ricordo che quando ci mostrò la diapositiva di una delle più famose illustrazioni del Barone di Munchausen, quella in cui l’eroe di quel libro per ragazzi cavalca una palla sparata da un cannone, pensai subito che fosse una specie di suo ritratto, un misto di gusto per l’avventura, visione utopica del mondo e desiderio di grandi imprese per cambiare quel mondo che lo deludeva in modo così cocente.
Poi la conferenza proseguì raccontando l’evoluzione dei mezzi, delle mentalità e delle tecnologie per arrivare al punto in cui i caccia di moderna generazione superarono il muro del suono.
Con la chiarezza che ha sempre contraddistinto i suoi interventi (ricordo che aveva l’abitudine, proprio per non divagare e arrivare presto e bene sul punto di interesse, di scrivere sempre una traccia delle sue argomentazioni, fossero complicate lezioni di arte e storia, interventi nei direttivi sociali del Centro o anche solo gli auguri per qualche ricorrenza), ci spiegò cosa significa, per un pilota, sfondare il muro del suono. Con un misto di ritrosia e soddisfazione, ci fece partecipare alla sensazione di onnipotenza che aveva provato allora, alla metà degli anni ’50 quando, giovane pilota della Sesta Aerobrigata di Ghedi, reparto di punta dei caccia in Italia, aveva portato per la prima volta il suo nuovissimo supersonico americano F84F a superare il muro del suono.

Ebbene, ancora una volta Enrico ha superato un muro verso altre dimensioni. Mi piace immaginarlo alla guida del suo triplano dipinto di rosso, appena al di sopra delle nuvole, volare alla ricerca di nuove avventure in un cielo limpido verso la luce viola dell’ultimo tramonto.

Con affetto
Giuseppe Reggio e gli Amici del Direttivo del CSP



Alice Fabozzi,
(condiviso da
Francesca
e Gabriele)

(Letto da Francesca il 22 Settembre)

Caro Icobaba
la storia della nostra famiglia è abbastanza particolare.
L'amicizia tra te, Anna, mamma e papà ha creato una famiglia scelta puramente dall'amore e dal rispetto. Noi figli non siamo stati partecipi in questa scelta, ma abbiamo avuto l'enorme fortuna di essere stati adottati da due meravigliosi nonni che Sono sempre stati presenti e premurosi, amorevoli e dolci. Due nonni che hanno contribuito all'amore fondamentale per la nostra crescita. Caro icobaba, oggi è la tua commemorazione e manchiamo sia te che io.
Eh già, caro Icobaba, purtroppo questa fregatura che chiamiamo vita è così: si nasce, si cresce, si vivono miracoli come la nostra famiglia, e poi si muore, in quest'ordine ed in quest'ordine soltanto.
Però, anche se non sei più in quel poco di carne ed ossa che ti rimanevano, noi fregheremo questa fregatura tenendoti vivo nei nostri pensieri e nei nostri cuori. ci ricorderemo del tuo stile unico nel fumare la pipa, del tuo amore contagioso per i libri e la conoscenza. di come ci raccontavi tutte quelle storie sulla tua giovinezza, l'accademia e la tua avventurosa vita.
Ci ricorderemo della tua grande mente e della tua bellissima persona.
In questo modo, anche se la vita va così, riusciremo, anche solo per un momento, a sentirti vicino.
Io, personalmente, ricorderò con nostalgia i tuoi profondi occhi blu, la tua dolcissima voce, sentirmi chiamare ciottolina, stringerti forte, farti fare le smorfie e prenderti in giro (anche se non smetterò mai di farlo).
Ma soprattutto, ricorderò sempre il tuo infinito affetto.



Emanuela Mozzato
Fabozzi




(Letto da Francesca il 22 Settembre)

Ho qualche difficoltà a condensare in parole il mio ricordo di Enrico.
Difficile perché non riuscirò mai a descrivere il rapporto veramente speciale ed unico che ci legava, da vicini di casa quali inizialmente eravamo, siamo diventati, sempre insieme ad Anna, complici di vita, nella quotidianità, senza tralasciare un singolo instante, coscienti della magia del nostro legame.
Enrico è stato la persona a cui ho pensato tutti i giorni negli ultimi 32 anni, cioè da quando diventammo vicini di casa in qualità di amico sincero, compagno di viaggio, fonte di allegria, nonno di elezione e mentore per i miei figli.
Che fortuna averti incontrato caro Enrico.
Mi mancano già troppo le tue telefonate che portavano subito gioia nel mio cuore.
Mi manca tutto... dagli infiniti pranzi e cene in cui tu sempre puntuale ed io sempre un po’ in ritardo, al tuo sederti a sempre a capotavola ma per primo come Francesca per te Franceschina;
Alle tuo accettare tutti gli scherzi soprattutto di Alice che avevi chiamato Ciottolina;
Alle tue richieste continue di caipirina e mont blanc anche insieme in qualsiasi stagione;
Alle tue richieste di volere le trecce di capelli di Alice e Francesca per poter coprire la fronte un po’ calva .
Al tuo avere accettato un nuovo nome Icobaba che ti ha dato Gabriele piccolo e che poi ti è rimasto;
Alle tue lezioni di pipa a Gabriele che tu chiamavi Bibi ;
Al tuo e vostro amore per la montagna che abbiamo insieme condiviso;
Al tuo chiedermi se fossi felice ed io farti la stessa domanda;
Ai timori che sollevavi quando dovevamo uscire con i nostri amici più giovani temendo di non essere accettato perché molto più anziano... e tutto finiva in una risata perché dove c’ero io potevi esserci anche tu e ormai gli amici anche qui presenti sapevano che eravamo un tutt’uno;
Al tuoi consigli sempre precisi su tutto dai vini , ai viaggi, ai libri, alla vita e puntualmente anche sulle ragazze o ragazzi dei miei figli, i nostri ragazzi come li avevamo definiti.
Non sempre ero d’accordo con te e questo era fonte di bellissime conversazioni .
Al tuo sollecitare i miei blitz da dove abito e al mio essere in pace con me stessa solo dopo aver pianificato davvero il viaggio per venire a trovarti.
Siamo stati una famiglia che si è scelta e questo è un privilegio che non capita a molti ma è proprio per questo che lasci nel mio cuore un vuoto davvero incolmabile



Pasquale Ranghelli
ranghellip@libero.it




(intervento preparato per il 22 settembre)

Qui siamo tutti tuoi amici, Enrico, e tutti noi sappiamo il tuo costante e lungo impegno sociale a beneficio di tutti e di tutti noi.

Sei sempre stato impegnato nel CSP, nella “tua” biblioteca, nel Cineforum, nel Gruppo Mission e poi Pane e Rose, nella cultura, nell’arte, nelle scienze, nelle sofferenze, umane……….. Ed io sono contento di averti incontrato più spesso in questo ultimo anno, o a casa tua e di Anna o al bar La locanda alle Terrazze.
Tu parlavi sempre con passione del passato, del presente e del futuro e finivi gli incontri sempre lodando e rinnovando amore alla tua inseparabile Anna (celiando: che farei senza di lei ? dove sarei senza di lei ? ... Sicuramente in un ospizio !) .
Mi ricordavi sempre di averti deluso per non essere mai venuto con te in pineta in bicicletta ( mi spaventavi con i tuoi 20 Km al giorno !) o in piscina (mi spaventavi con le tue 50 vasche consecutive ! io arrivavo con affanno ad una !) o perché quotidianamente io e Mirella beviamo lo “scomunicato da te” Lambrusco dolce.

Ma intanto avevamo da qualche anno il progetto “Rivoluzione” che purtroppo un anno fa abbiamo abbandonato a causa della morte del mio amico Nereo, terzo compagno di rivoluzione che tu non hai mai conosciuto. Quindi proprio lo scorso agosto, mentre eri in partenza per le tue montagne, ti confidai che avevo immaginato una altra modalità di Rivoluzione che avremo potuto fare insieme. Di fronte al tuo palese scetticismo ti assicurai che al tuo ritorno te ne avrei parlato meglio.

Ma ora non ci sei, e le rivoluzioni non si fanno da soli !

Comunque una soluzione l’avrei !
Tu sei un grande credente nell’Uomo, nel Socialismo, nella Cultura, nella Solidarietà, nella Tecnologia, nella Natura, nell’Universo, quindi anche nell’Energia Universale che tanti identificano in Dio: tu non sei Ateo perché credi in tutte queste cose.
Quindi ora che sei partito, volato verso l’Eden che immagino si trovi al di là del grande Buco Nero M87 della costellazione della Vergine: suggeritemi, tu e Nereo, come posso andare avanti da solo con la “nostra” rivoluzione o studiarne un’altra da fare dove siete ora, non appena arriverò.

A presto caro Enrico.